venerdì 28 dicembre 2012

Nei dì di festa

In questi giorni di festa ci ricopriamo di tante parole che vorrebbero essere di buon auspicio per un giorno, un anno, una vita migliore. Molto spesso ce le ripetiamo senza convinzione, o addirittura senza crederci sul serio. In particolare, gli auguri per il nuovo anno sono quasi sempre una serie di raccomandazioni senza speranza, accompagnati spessissimo da lunghi sospiri. Almeno al sud, si parla del nuovo anno guardando sempre a quello passato che è stato inevitabilmente una "chiavica", e quindi quasi certi che il prossimo sia di quel taglio. Io tutte le volte paragono gli auguri del primo dell'anno alle condoglianze: non hanno nessun effetto rallegrante. "Auguri per questo nuovo anno, che sia pieno di tante belle cose. Spero vivamente che non sia come quello passato"; e subito dopo il profondo respiro segue il "chissà" con tanto di testa reclinata. 
Stamattina una mia amica mi ha mandato una mail di auguri con questa poesia di Pessoa, che vado a postarvi. Così ci facciamo gli auguri oggi, ultimo venerdì dell'anno, con il grande poeta portoghese e le sue parole particolarmente adatte a lunghi sospiri.
La traduzione è mia, pertanto è molto letterale. 
A te, Fernando, la parola.

A felicidade exige valentia

"Posso ter defeitos, viver ansioso e ficar irritado algumas vezes mas, não
esqueço de que minha vida é a maior empresa do mundo, e posso evitar que
ela  vá à falencia.

Ser feliz é reconhecer que vale a pena viver apesar de todos os desafios,
incompreensões e periodos de crise.
Ser feliz é deixar de ser vítima dos problemas e se tornar um autor da própria história.

É atravessar desertos fora de si, mas ser capaz de encontrar um oasis no
recôndito da sua alma.

É agradecer a Deus a cada manhã pelo milagre da Vida.
Ser feliz é não ter medo dos próprios sentimentos.
É saber falar de si mesmo.
É ter coragem para ouvir um "não".
É ter seguranca para receber uma crítica, mesmo que injusta.

Pedras no caminho?
Guardo todas, um dia vou construir um castelo..."

Fernando Pessoa


La felicità esige coraggio

Posso avere difetti, vivere ansioso ed essere irritato alcune volte, ma non dimentico che la mia vita è la più grande impresa del mondo, e posso evitare che essa vada in fallimento.
Essere felice è riconoscere che vale la pena di vivere nonostante tutte le sfide, le incomprensioni e i periodi di crisi.
Essere felice è smettere di essere vittima dei problemi e diventare autore della propria storia.
E' attraversare i deserti fuori di sé, ma essere capace di trovare un'oasi nel recondito della propria anima.
E' ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della Vita.
Essere felice è non avere paura dei propri sentimenti.
E' saper parlare di se stesso.
E' avere coraggio nel sentire un "no".
E' avere sicurezza nel ricevere una critica, sebbene ingiusta.

Pietre nel cammino?
Le ho conservate tutte, un giorno ci costruirò un castello..."


                                         Castello di Morcone (BN), X sec. circa. 

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