venerdì 14 dicembre 2012

O la macchina o l'amore!

Spesso la mattina cerco di farmi passare il tempo accompagnando i vicini di casa anziani o senza patente per i negozi, alla posta o in visita al cimitero. Stamane la tappa era il supermercato, ove la signora Lina, di anni 81, avrebbe saccheggiato il bancone di torrone in vista delle prossime vacanze natalizie allorquando verranno in visita i nipoti settentrionali.
Vedendomi uscire con le chiavi della macchina, la mia più vicina di tutti (siamo porta a porta, finestra a finestra, cuore a cuore) mi ha chiesto di andare a pagare per lei l'odiosa bolletta del gas. Entro al tabacchi con questa missione, ne esco con un gratta e vinci da due euro. Mentre aspetto che l'infaticabile Lina finisca in macelleria (oggi ha fatto tappa in due supermercati e una macelleria, altre volte mi tocca pure la merceria e la profumeria!), gratto in silenzio nella mia macchina. Guardo i numeri e mi sembra di aver vinto addirittura 100 mila euro! 
Torno a casa con il cuore in gola, con mamma e papà controlliamo per bene il biglietto e ci sembra proprio di aver beccato quello vincente. A quel punto si mette in moto l'immaginazione: la prima cosa che farò è cambiare la macchina. La nostra amata y10 verde bottiglia del 1992 è allo stremo, ad ogni sampietrino grida di dolore, sarebbe tempo di mandarla in pensione. Io e mamma cominciamo già a immaginarci il nostro nuovo mezzo di trasporto, mentre papà pensa a fare il gradasso: "mò ti credi quanto sono 100 mila euro" (il suo conto in banca se la sogna una cifra tale, ma gli piace fingere di essere abbiente). Ricontrolliamo bene le istruzioni e scopriamo che abbiamo vinto solo un pugno di illusioni. Ci eravamo confusi con le regole del gratta e vinci da un euro.
Quindi niente nuova macchina, niente regalo di Natale in migliaia di euro per la mia vicina della bolletta in bolletta, niente nuovo computer, niente viaggetto con il mio ingegnere del cuore. In compenso, proprio stamattina ho perso 20 euro, nel pomeriggio devo cacciare 100 euro per la riparazione del portatile e lunedì ben 700 dal dentista! 
D'altra parte proprio il mio ingegnere di prima mattina con una telefonata inaspettata mi aveva fatto sentire tanto fortunata...mica si può avere tutto dalla vita? Sigh! 


Meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti.
Epicuro, Lettera a Meneceo 

giovedì 13 dicembre 2012

Parole da donare

Fin da piccola ho sognato di insegnare. Alle elementari, il pomeriggio dopo aver finito i compiti, allineavo tutti i giocattoli di forma umana (a cui avevo dato un nome e una connotazione caratteriale ben definita, a volte anche familiare) e insegnavo loro tutto ciò che avevo appreso in classe la mattina. Poiché la mia era una scuola vecchio stampo, con interrogazioni e voti, riproducevo il medesimo schema a casa: avevo il registro sul quale annotavo i risultati e una lavagnetta al cospetto della quale i miei alunni dovevano dimostrare di aver appreso gli insegnamenti. Giacché ero anche una bambina pregna di storie, inventavo il post scuola con i ragazzi che si fidanzavano tra di loro o le difficoltà con i genitori.
Nella vita irreale insegno varie cose in momenti discontinui, in quella reale, cioè di stallo occupazionale tipicamente made in Italy, penso a cosa vorrei realmente donare ai miei ragazzi: insomma leggo, studio, approfondisco sempre a titolo personale e gratuito.
In questi giorni mi ronza una frase che mi piacerebbe usare in una lezione di filosofia al liceo (nel mondo irreale mi piacerebbe insegnare storia e filosofia; nel mondo reale non c'è spazio nemmeno per pensarla un'assurdità del genere); sono le parole che danno l'avvio alla Metafisica di Aristotele: 

"Tutti gli uomini tendono per natura al sapere".

Vale a dire che tutti gli uomini non solo posseggono il desiderio di ricerca, di conoscenza, di sapienza, ma possono conseguirlo. Inseguire, amare, allattare il proprio sapere e poi metterlo al servizio di se stessi e della comunità: questo vorrei scolpire nel cuore degli adolescenti, questo vorrei scolpire innanzitutto nel mio di cuore. Forse per questa ragione vago per la mia minuscola camera cercando il modo di ingabbiare quelle parole. Devo scriverli i pensieri per non perderli: ho questo bisogno spasmodico di cementarli. 
Mi sono appuntata la frase su un foglietto e l'ho appiccicata al muro. Tuttavia mi piacerebbe scriverlo bello visibile sull'armadio, come feci da ragazzina quando sentii l'impulso di scrivere "da qualunque parte tu venga, tu non sei un estraneo" con un pennarello indelebile. Crescendo ho provato a cancellarlo, ma è lì che ancora si vede. Ringrazio i miei genitori per non essersi arrabbiati per aver imbrattato un mobile, forse avevano capito che in quella frase di Primo Levi c'era in nuce una tendenza, anzi due, del mio carattere: quella a non considerare l'altro straniero e quella di dovermi esprimere attraverso le parole degli altri. Quelle stesse parole che, a mio parere, non andrebbero serbate dentro di sé, ma dovrebbero essere donate affinché producano molto frutto anche negli altri. 

venerdì 7 dicembre 2012

Spettacolo di luci a Salerno

Segnalo un bell'evento natalizio e una bella città da visitare con questo post.
Si tratta di Salerno, che anche quest'anno propone un'esposizione di arte luminosa curata da artisti. Un bel modo per ornare e rendere alquanto suggestive le vie del centro città, e per attrarre tanti visitatori.
Oltre alle luci mi ha colpito la compostezza e l'eleganza di questa città campana: niente venditori ambulanti, niente carte per terra, niente baccano, ma solo tantissime persone che si infilavano nelle stradine del quartiere più antico e nei negozi del corso senza creare fastidio alcuno.
http://lucidartista.comune.salerno.it/static/luci/LUCI_D-ARTISTA_2012-4242.aspx





sabato 1 dicembre 2012

Pochi propositi per terminare l'anno

Ho ancora tutto dicembre per portare avanti dei propositi in questo 2012 latitante di obiettivi veri e perseguiti.
Giacché pare che non sia mai troppo tardi, eccomi qui oggi, primo giorno del mese ultimo dell'anno, a stilare un elenco abbordabile per il mio anarchico carattere che mi consenta di poter chiudere l'annata con un "risultati raggiunti".

1) per prima cosa devo dedicarmi a questo spazio, lasciato per troppo tempo senza voce. Le idee ci sono, i pensieri sono persino allineati, quello che manca è l'atto del mettersi a scrivere. Pertanto, signorina Aska, le chiediamo di creare almeno 10 post;

2) iniziare veramente e portare a termine I miserabili;

3) le lingue! Prendere in mano i libri di inglese e portoghese (magari anche francese) e studiare studiare studiare. Ma seriamente! 

4) evitare i dolci almeno fino alle feste (di tutti i punti è stranamente la cosa che mi risulta più facile da fare);

5) meno social network più filosofia;

6) cambiare rotta al pensiero: ogni volta che ti viene in mente un pensiero contorto, lacerante, ammorbante, rispondere subito con l'esatto contrario. Cominciare a praticare il Positive thiking, per te per Stefano per il mondo intero. 

Pronti? Viaaa.

martedì 9 ottobre 2012


Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche





domenica 7 ottobre 2012

Essere insegnante


L'amica madrilena di mia sorella ama rispondere a chi, ogni volta, ridicolizza l'importanza di essere insegnante  usando queste battute così pregnanti.
Anche io sottolineo, allorquando mi si fa notare che chi opera al servizio della cultura e in particolare nella scuola ha vita facile e incide poco sulla ricchezza materiale, che sono le madri insegnanti a generare futuri ingegneri, futuri manager, futuri scienziati. 

Me preguntaron en la calle: ¿Qué profesión estudias?
Y Yo le contesté: Educación.
Esa persona, mirándome con extraña expresión en su rostro, se rió y dijo en voz baja: "Que Profesión tan fácil, se la pasan jugando con niños."
Yo con mi cara bien en alto le dije con firmeza: siii.. Soy Docente...
NO trabajo en empresas, pero si en un espacio donde promuevo conocimientos en niños y jóvenes...
NO di...scrimino, porque doy Amor a todos por igual...
NO soy Jefe, pero tu hijo me ve como un Líder y soy su modelo a seguir..
NO Soy Psicólogo, pero puedo hacer que TU Hijo crea en Si mismo..
NO Soy Doctor, pero puedo diagnosticar carencias en estos Jóvenes...
NO tengo horario de trabajo, pues mientras TU ves televisión y duermes, algunos estamos planificando para que tu hijo tenga el Mejor Aprendizaje.
NO Soy Arquitecto para construir edificios, pero si construyo Sueños y Valores.
NO juego con los niños, participo en la construcción de su Aprendizaje.
NO juego con plastilina, moldeo Sueños.
Que Vivan los Maestros y Profesores... Porque para ser Profesionales pasaron por las manos de uno de mis Colegas! Lucha por nuestra Profesión y demuestra, con Dignidad, que somos Excelentes Profesionales y que para llegar a ser ingeniero, abogado, médico, entre otras profesiones, es necesario un DOCENTE..!