martedì 9 ottobre 2012


Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!

Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche





domenica 7 ottobre 2012

Essere insegnante


L'amica madrilena di mia sorella ama rispondere a chi, ogni volta, ridicolizza l'importanza di essere insegnante  usando queste battute così pregnanti.
Anche io sottolineo, allorquando mi si fa notare che chi opera al servizio della cultura e in particolare nella scuola ha vita facile e incide poco sulla ricchezza materiale, che sono le madri insegnanti a generare futuri ingegneri, futuri manager, futuri scienziati. 

Me preguntaron en la calle: ¿Qué profesión estudias?
Y Yo le contesté: Educación.
Esa persona, mirándome con extraña expresión en su rostro, se rió y dijo en voz baja: "Que Profesión tan fácil, se la pasan jugando con niños."
Yo con mi cara bien en alto le dije con firmeza: siii.. Soy Docente...
NO trabajo en empresas, pero si en un espacio donde promuevo conocimientos en niños y jóvenes...
NO di...scrimino, porque doy Amor a todos por igual...
NO soy Jefe, pero tu hijo me ve como un Líder y soy su modelo a seguir..
NO Soy Psicólogo, pero puedo hacer que TU Hijo crea en Si mismo..
NO Soy Doctor, pero puedo diagnosticar carencias en estos Jóvenes...
NO tengo horario de trabajo, pues mientras TU ves televisión y duermes, algunos estamos planificando para que tu hijo tenga el Mejor Aprendizaje.
NO Soy Arquitecto para construir edificios, pero si construyo Sueños y Valores.
NO juego con los niños, participo en la construcción de su Aprendizaje.
NO juego con plastilina, moldeo Sueños.
Que Vivan los Maestros y Profesores... Porque para ser Profesionales pasaron por las manos de uno de mis Colegas! Lucha por nuestra Profesión y demuestra, con Dignidad, que somos Excelentes Profesionales y que para llegar a ser ingeniero, abogado, médico, entre otras profesiones, es necesario un DOCENTE..!

mercoledì 26 settembre 2012

Brividi


Nel suo sguardo, la pena aveva spento ogni luce di stupore, vi aveva diffuso una fissità malinconica che esprimeva rassegnazione: l'eterna immobilità del vinto.
Cronache di poveri amanti, Vasco Pratolini

I brividi mi sono venuti leggendo queste righe. 
Vasco Pratolini descrive con queste parole, così cariche di significato, come la Storia ha agito su uno dei suoi personaggi più positivi. E' Margherita, vedova del comunista Maciste; è la Margherita di tante epoche, di tanti fascismi, di tante tragedie personali e collettive.

domenica 23 settembre 2012

Autunno




Autunno

Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

Vincenzo Cardarelli

giovedì 20 settembre 2012

Il buio di certe giornate


Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte.

Charles Dickens, Le due città

Lettere d'amore

Sono la tipica figlia del terzo millennio globalizzato, interconnesso, multiculturale and bla bla bla. Mi piacciono tanto i social network, su internet mi informo e comunico. E grazie a internet scrivo lettere d'amore. Mai, 15/10 anni fa, avrei immaginato di comunicare con il mio amato usando la scrittura e un "Caro X; ti abbraccio e ti bacio". Potere del mondo moderno. 
Ogni qualvolta che mi accingo a scrivere una mail al mio Lui lontano penso alle lettere che i miei nonni si scrivevano in tempo di guerra.  Mia nonna ce le mostrava sempre con un velo di commozione. Immagino quanto fosse emozionante riceverle dopo settimane di silenzio, con il cuore in pena per un fidanzato sotto le bombe. Il nostro epistolario non ha questo livello di poeticità, dato dalla paura quotidiana di non vedersi mai più. Non metto in discussione che la loro attesa fosse anni luce più poetica della nostra. Immaginate il cuore che scoppia e le ginocchia che non reggono quando lo si vedeva ritornare dal fronte. Le mie emozioni dietro alla vetrata dell'aeroporto non sono nulla al confronto. 
Eppure noi, con questa storia a distanza e con le nostre appassionate lettere elettroniche d'amore, siamo gli ultimi romantici. Me ne accorgo quando ne parlo con gli altri o quando qualcuno incappa in un nostro scritto (mail, post, sms): tutti manifestano emozione.Certe volte preferirei rinunciare a tutto questo romanticismo pur di poterlo vedere, pur di parlarci e di amarlo più spesso di persona; tuttavia, questo ha pensato per noi il fato. E' attraverso tutto ciò che passa il nostro processo di crescita. Meglio molto meglio di una qualsiasi guerra.

Mas, afinal,
Só as criaturas que nunca escreveram
Cartas de amor
É que são
Ridículas.





Tutte le lettere d’amore sono ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

Fernando Pessoa

Conto alla rovescia

Ci siamo: manca un mese al matrimonio di mia sorella. Questo vuol dire che MIA SORELLA, QUELLA PIU' PICCOLA DI ME, LA MIA UNICA SORELLA SI SPOSA. Ebbene sì. E vi dirò: NON VEDO L'ORA. 
Non vedo l'ora di non vedere più mia madre agitarsi per una sciocchezza, di non sentirla redarguirci per ogni ritardo di pochi secondi su una commissione da svolgere o sul numero di bibite da comprare. 
Il peggio è passato quando finalmente la genitrice ha trovato il vestito, prima di questo lunedì è stato un incubo. Sapevamo tutti a casa che il peggio sarebbe venuto nel momento in cui decideva che era giunto il tempo di cercarsi l'abito, e che questa ricerca sarebbe stata snervante. I pronostici non sono stati affatto esagerati: è stato un supplizio.
In generale questo matrimonio mi ha resa sicura su una cosa: semmai io e lui decideremo di sposarci farò una cerimonia in cui dovranno essere presenti solo i nostri genitori, i suoi nonni, mia sorella e marito, e suo fratello. Preferirò fare un viaggio di nozze più lungo, ma giammai i risparmi dei miei genitori dovranno andare in ristorante, fotografo, fiori, atelier, estetista, tipografo, bomboniere, gioielliere, parrucchiere, ecc. Avete mai fatto caso in quanti mangiano sull'evento matrimonio?
Ho fatto giurare a Stefano in più di una telefonata che sarà così. Lui mi rassicura con "figurati se voglio fare la festa, già è tanto se deciderò di sposarmi in chiesa".Già, sarebbe un miracolo il solo partorire un desiderio di matrimonio. 
Frivolezze a parte, lo spreco che c'è dietro la decisione di un uomo e di una donna di costituirsi famiglia è esagerato, volgare, e di questi tempi assolutamente fuori luogo. Se penso ai soldi che vanno via per delle cose futili (tipo le partecipazioni. Ma io mica immaginavo che costassero tanto, tanto quanto un mio corso di 20 ore!), mi viene il voltastomaco. Giovani coppie che spendono molti soldi per quel giorno e poi non hanno la possibilità di fare un figlio. 
A dir la verità tutti i giovani con cui ho parlato in queste settimane condividono appieno la mia tesi, però c'è la questione dei genitori che vogliono il grande giorno per il proprio pargolo. Sono, insomma, la generazione dei padri, quella che si è mangiata il nostro futuro e ci ha regalato un presente precario, che non riesce a rinunciare al mondano. Sono loro che pagano e quindi...(anche perché noi soldi non ne abbiamo). 
Comunque, polemica a parte, ci sono stati anche momenti esilaranti, ribattezzati da me e la sposina: scene da Il mio grasso grosso matrimonio morconese.
L'altra mattina, per esempio, hanno fatto irruzione in casa le amiche di mamma. Tra una manciata di confetti e di pasta di mandarle, si è deciso quale copriletto e quale tovaglia ad uncinetto usare quella mattina. Si sono fatte le prove, e poi si è scelto le migliori. Mia nonna ci ha lasciato un baule di lavori all'uncinetto dal valore enorme. Se dovessero sopraggiungere tempi veramente di magra, chissà che l'eredità materna non possa aiutarci. Diciamo la verità mentre le signore spendevano parole per quei "capolavori", io mi facevo due conti in tasca! 
Altro momento da risate poco contenute è stato quando in un negozio di abiti da cerimonia abbiamo scovato vestiti di un pacchiano assurdo. Tipo questo qui sotto. Io, sgomenta, ho persino chiesto alla commessa se ci fosse realmente gente con il coraggio di indossarlo. A quanto pare sì, e sono pure in tante. D'altra parte la mia è la regione top per queste vistosità. Al ristorante con giardini e fontane mica si può andare con un semplice tubino nero?